
2026 Tecnica mista – 70 x 100 cm.
Figura femminile di spalle, avvolta in filamenti dorati che si staccano dal corpo. Non sono catene, ma ecdisi. La vecchia pelle. L’artista ribalta il topos della donna-prigioniera: qui non c’è martirio, c’è crescita biologica. L’oro non è ornamento, è scarto. Resta a terra come traccia di ciò che è stato.Senza volto, senza sguardo frontale, la figura si sottrae all’essere vista per esistere. La trasformazione avviene nel buio umido delle felci, lontano dagli spettatori. È un rito solitario.Opera sulla decisione, non sul dolore. Sul momento in cui una donna, come un serpente, capisce di essere diventata troppo grande per la sua vecchia pelle e muta. Irreversibilmente.
_”Come un serpente cambia pelle, anche una donna lo può fare. Quando decide, non si può fermare._

