
È un’opera che fa riflettere sulla lotta quotidiana di chi affronta le sfide dell’apprendimento, e sulla forza e la determinazione che possono portare al successo. È un tributo alla perseveranza e alla creatività, e un invito a non sottovalutare le difficoltà che possono sembrare insormontabili. La rappresentazione della bambina con salopette, intenta a scalare i numeri come se fossero massi di pietra, è un’immagine che colpisce al cuore. L’uso dei colori e delle texture è ancora una volta magistrale, i toni terrosi della nostra Vita concreta, i colori dei blocchi dei numeri che evocano i grandi massi della nostra Italia. L’opera ci porta a percorrere un percorso, – partendo dal basso verso l’alto – fatto di difficoltà, dove lo sconforto di una bambina si evidenzia nel suo volto e corpo, le radici quadrate che si trasformano in vermi sul terreno sono un simbolo della libertà e della spontaneità, che contrastano con la rigidità dei numeri e delle regole matematiche. Scalando questi enormi massi, lei riesce a trovare una sua personale identificazione, il suo sorriso radioso aggiunge un tocco di gioia e di scoperta. Il num.3, disegnato all’incontrario, suggerisce la capacità della bambina di ribaltare le convenzioni e di trovare la propria strada. Le parentesi graffe che volano come uccelli, sono un’immagine meravigliosa, che suggerisce la leggerezza e la libertà della mente, che può spaziare e creare senza avere limiti. Il contrasto tra la pesantezza dei numeri e la leggerezza delle parentesi è un tema ricorrente nell’opera, che sottolinea la complessità e la ricchezza della mente umana.
